
Bisogna sempre tener conto della possibilità che possa sorgere qualche problema nell'organizzare un evento, sopratutto se si tratta di qualcosa di grande, di unico nel suo genere, come un'esposizione internazionale: chiave simbolica per spalancare la finestra che affaccia una nazione sul mondo. Un'esposizione internazionale non è una fiera come le altre, è la fiera. E' il vestito che si indossa quando si va ad un matrimonio, è la barba tagliata, la stretta di mano e il sorriso quando si sigla un accordo, è la foto ben studiata da allegare nel curriculum. Per merito di un expò ben organizzato diversi milioni di persone parleranno bene di quel paese e di come sono stati accolti, delle infrastrutture, dei trasporti e di quanto vorrebbero tornarci. Ecco perchè in eventi del genere deve filare tutto liscio. Ed ecco perchè reverbera come una campana nella notte l'ammonimento del BIE (Bureau International des Expositions) il quale sollecita: "Se entro il 2 dicembre non ci sarà il decreto avremo un problema...". In organizzazioni del genere non c'è mai stata una deadline (un termine), quindi è necessario che il Bie richiami all'attenzione l'Italia (Milano in particolare), oppure è l'Italia che sconfessa il saggio proverbio italiano "chi ha tempo non aspetti tempo" proprio per adottare il francese "laissez faire" visto che manca più di un mese? Intanto Firenze attende con una certa impazienza i nuovi collegamenti che la porrebbe strategicamente come meta di passaggio tra Milano e Roma (l'ho detto, non è solo la città che presenta l'expò a guadagnarci!): difatti è intento della regione promuovere pacchetti vacanzieri nella "hulla del rinhascimhènto" per businessmen e visitatori occasionali. E' un progetto ambizioso ma realistico, sarà invece solamente ambizioso scegliere per un alternativa di trasporto più economico dato che la sola tratta Roma-Firenze ad oggi con Trenitalia costa ben 36 euro? A Voi le eventuali considerazioni!Etichette: expò, politiche internazionali, relazioni internazionali |